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Il Comune di Canevino non esiste più.
Dal 01 gennaio 2019 è stato fuso nel Comune di Colli Verdi.

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A Leinster,in Irlanda, verso il 540 nasce da nobile famiglia Il giovane che diventerà San Colombano. Nelle brevi note che seguono vedremo come la storia di Canevino e quella del Santo irlandese si intrecciano. Nel 590 il monaco Colombano (da Columba o Colman) prende i voti nel monastero di Bangor insieme a dodici compagni, tra cui l'altro monaco Gall, fondatore del noto monastero. Percorre la Britannia e la Gallia e diventa amico di re Gontrano dal quale ottiene terreno per fondare il suo primo monastero ad Annegray, ma una vera turba di monaci si è ormai raccolta intorno a lui inducendolo a fondare altri monasteri a Luxeuil e Fontaine. Tanto successo non può non attirargli addosso l'ira del clero franco, dal quale viene accusato di inquinare i riti con innovazioni irlandesi. Colombano si rivolge a Papa Gregorio I per giustificarsi, ma le persecuzioni continuano ed egli ed i suoi vengono imprigionati ed avviati (levarsi dai piedi!) verso l'Irlanda. Durante il forzato viaggio, i monaci riescono a fuggire e, con non poche vicissitudini,a raggiungere a Pavia la corte di re Agilulfo, che li protegge. Colombano inizia a combattere, con scritti ed opere, l'eresia di Ario e in questa sua attività rientre la fondazione del monastero di Bobbio, uno dei più grandi centri di vita religiosa e culturale del Medioevo. Sciolto, per l'investitura reale, questo monastero, da ogni obbligo di dipendenza dai vescovi, a queti tempi grandi signori anche dal punto di vista politico e non di rado vescovi-conti (e più conti che vescovi) dopo la morte di San Colombano la sua fondazione diventa oggetto di appetiti e invidie, clericali e secolari, che nella prima metà del secolo X, sfociano nell'usurpazione di terre di proprietà del monastero. Il Codice diplomatico del Monastero, curato da Carlo Cipolla, si limita ad accennare una "lotta del Monastero di Bobbio coi signori vicini, specialmente coi Vescovi di Tortona e Piacenza...". Un tantino più esplicito, il Boselli, nella sua storia di Piacenza, dice di "non pochi usurpatori di beni del Monastero di San Colombano, tra i quali nominativamente ritrovarsi il Vescovi di Piacenza,Wido...". Per opporre alla prepotenza degli usurpatori l'autorità reale, ma forse anche per esercitare sugli usurpatori stessi una specie di ricatto privando le popolazioni del Bobbiese di reliquie miracolose, venne deciso il trasferimento, da Bobbio a Pavia della salma di San Colombano. L'episodio è descritto nell'unico esemplare della Historia di Piacenza del Campi conservata nell'Archivio vescovile piacentino: "Hauea perorato più volte appo il Re, l'Abbate Gerlano, huomo sapientissimo e di vita integerrima, ch'egli restituire facesse al suo Monastero i beni usurpatigli da certe persone potenti e dure, quando il Re finalmente l'esortò a condurre prima il Sacratissimo corpo del Santo a Pavia, acciocchè, vedutosi quello dai baroni suoi, si riducessero gli usurpatori a restituire i detti beni". In che anno siamo? L'autore non lo dice perché non lo sa di preciso e ricorre a riferimenti. "Intanto per essere morto Giovanni il Pontefice del ventiotto era stato nel Papal seggio posto Leone Sesto e egli dopo sei mesi e quindici giorni passando a miglior vita, diede luogo a Stefano Ottavo, detto Settimo e quegli nel trenta di dicembre similmente defunto, aprì la strada all'eletione od intrusione di Giovanni Undicesimo sotto cui crederei io avvenne la memorabile traslazione del corpo di San Colombano a Pavia e il ritorno poi del medesimo a Bobbio, mentre si narra che venendo riposto sotto l'arca del Santo, il garzonetto Lotario, figlio di Re Ugo, come aggravato molto di febbre, si risanò immantinenti". Giovanni XI, Papa dal febbraio 931 al dicembre 931 era figlio della celebre Marozia, domina della vita romana, che dopo l'elezione d

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