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Il Comune di Canevino non esiste più.
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Nell'Europa medievale i tracciati viari erano costituti da un reticolo di strade che collegavano i maggiori centri della fede e della cultura. I percorsi delle strade erano punteggiati da santuari, cappelle, ospedali e ricoveri, presso i quali i pellegrini potevano fare sosta durante il viaggio. Quest'ultimo era in genere lungo e pericoloso. Molte strade di epoca romana vennero progressivamente abbandonate. Nel 990 l'arcivescovo di Canterbury, Sigerico, nel viaggio di ritorno da Roma alla sede episcopale, annotò i luoghi visitati. La via seguita da Sigerico era la "Francigena" così detta perché originata dalla Francia e grazie al racconto di Sigerico oggi possiamo individuarne, schematicamente il tracciato. Essa rappresentava una via di pellegrinaggio tra le più importanti in quanto collegava tutto il Nord Europa a Roma. Attraversava tutta la dorsale appenninica passando per Viterbo, Siena, Lucca, attraversava il valico della Cisa e raggiungeva le valli del Piacentino. Nel tratto appenninico di Pavia è lecito immaginare che uno dei percorsi più seguiti sia stato la via di San Colombano, da Bobbio alla capitale lombarda passando per la Val Tidone, Canevino e la Valle Versa. Dall' XI secolo in poi la via Francigena fu denominata "via Romea" o "strada qui dicitur Romea" in quanto aveva origine da una delle mete principali per i pellegrini medievali: Roma. Il pellegrinaggio, il viaggio, rappresentavano per I'uomo medievale una parte importante della vita. La sensazione di essere un "pellegrino" sulla terra è ben presente nei testi dell'epoca, scriveva un cronista dell' XIII secolo: "Il tempo del pellegrinaggio è la presente età, nella quale siamo sempre come pellegrini in battaglia". Appare evidente che la concezione cristiana della vita, in epoca medievale, è profondamente legata al significato del "viaggio". Viaggio per conoscere ma anche viaggio per redimersi. I luoghi della "salvezza" per la fede cristiana erano, a quell'epoca, Gerusalemme, Roma, S. Jacopo di Campostella. I percorsi per raggiungerli erano costellati di insidie, difficoltà, incognite, proprio come la vita dell'uomo. L'uomo medievale avvertiva questa sensazione di insicurezza e cercava, lungo la strada, dei punti sicuri, dei luoghi dove trovare rifugio. Vedremo nelle pagine che seguono come la via di San Colombano, da me citata per la sua importanza, è legata alla storia di Canevino e della sua Chiesa.


LA VIA DI SAN MICHELE:
http://sites.google.com/site/ilcamminodellangelo/
http://sites.google.com/site/ilcamminodellangelo/la-bacheca/diario-cahier-de-route/4a-tappa-4eme-etape

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