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prof. arch. Aldo Peroni
Come abbiamo visto in epoca medioevale i principali assi viari che interessavano I'Oltrepò Orientale e la Valle Versa erano tre. La "via Francigena", l'antica via Romea e la "via di San Colombano". La via Francigena di Sigerico attraversava le attuali terre del Pavese e della Lomellina passando da Santa Cristina, Corteolona, Pavia, Tromello, Mortara e Robbio. Accanto a questa strada era già molto utilizzata la "via di San Colombano", oggi meno nota, ma non per questo meno importante. Questa arteria collegava Pavia con Bobbio attraversando l'Oltrepò Orientale e mettendo in comunicazione le valli Trebbia, Tidone e Versa con i centri lungo il Po e il Ticino. L'importanza di questa strada risulta evidente dal fatto che collegava la capitale dei Longobardi con uno dei centri culturali più importanti del nord Italia: il nucleo monastico di San Colombano e la città di Bobbio. Il tracciato valicava il Passo del Penice, passava per Canevino, la Valle Versa e attraversava il Po in prossimità di San Giacomo della Cereda. E' storicamente noto il legame della basilica di San Pietro in Ciel d'Oro con la basilica protoromanica di Bobbio. A Pavia il cenobio benedettino, istituito da Liutprandro, fu celebre luogo di cultura con proprio scrittoio e scuole fiorenti dall'età Carolingia. A Bobbio, dai resti della basilica, prese vita uno dei centri di cultura più importanti del nord Italia. La struttura creata da San Colombano (nel sec. IX) ebbe un ruolo fondamentale nella trasmissione del sapere. La sua importanza è ampiamente documentata. La "via di San Colombano" svolgeva quindi la funzione di collegamento tra Pavia e Bobbio e tra quest'ultima e i monasteri "gemelli" d'oltralpe: Luxenil, Fontaine ed Annegray. A cominciare dall'anno 860 il monastero di Bobbio godeva del privilegio del libero transito delle proprie imbarcazioni sul Po e sul Ticino allo scopo di favorire il collegamento con Pavia e con le strade per la Francia (dagli Archivi Storici Sobiensi; M. Tosi ed altri, 1978). E' quindi in questo periodo storico che l'antica "via di San Colombano" si afferma come il percorso più importante fra quelli che attraversavano l'Oltrepò Pavese fino a Pavia. Nell'860, come abbiamo visto, questo percorso da Bobbio a Pavia c'era già e, dalla documentazione esistente, possiamo dire che era già una via frequentata. E doveva essere una via abbastanza sicura, quasi tutta in costa o "a mezza costa". Alla fine del X secolo questa via e teatro del famoso miracolo che lega il suo nome a San Colombano. Nel 930, quando Re Ugo fece trasportare le reliquie di San Colombano da Bobbio a Pavia per indurre certi signori colà convocati a restituire al monastero di Bobbio le non poche terre usurpate, il sacro corteo passò per la strada di Canevino, ed il parroco di esso empì alcuni fiaschi di vino, scese e li diede a coloro che recavano il sacro peso. Un fanciullo muto dalla nascita, vedendo quella turba di monaci esclamò: - "papà, papà, ecco che portano il corpo di San Colombano". (Campi: Historia di Piacenza, vol. I, pag. 256). La testimonianza ha un enorme rilievo: Canevino è l'unico Comune citato, nei documenti dell'epoca assieme a Bobbio e Pavia. Ma accanto all'aspetto religioso c'è l'aspetto storico-economico. Abbiamo visto che è l'unico documento nel quale si testimonia della coltivazione della vite, nella Valle Versa, prima dell'anno mille. A partire dal IX e dal X secolo, sulle tracce dei monaci e di San Colombano, si afferma quindi un itinerario di notevole importanza. Accanto alle testimonianze storiche già citate vi sono altri elementi che confermano l'importanza di questi luoghi sotto l'aspetto storico-religioso: la Chiesa, il Monte, l'antica Casaforte di guardia e l'oratorio del Morzone. La Chiesa di Canevino fu sicuramente una delle prime chiese cristiane dell'Oltrepò Pavese, l'edificio si erge isolato sulla sommità del rilievo. La quiete e la solitudine del luogo sono gli stessi da più di 1.000 anni, qui si può riscoprire la dimensione più "intima" e profonda della religiosità. II luogo è molto suggestivo: la vista spazia a 360°, dal Penice ai Colli Piacentini e fino alle Alpi, le testimonianze indicano chiaramente che il luogo era già sacro in epoca pagana. Erano state trovate antiche sepolture e sul fianco sud della Chiesa è murata una lapide funeraria di epoca romana. Di questi luoghi si torna comunque a parlare nel 1259, durante una visita pastorale. Rettore della chiesa era Don Agostino Maraschini, a questa convenivano per la benedizione del fonte i parroci di Montecalvo, Golferenzo, Volpara, Donelasco, Soriasco, Villa lllibardi e pretendevasi dovessero pure convenire i parroci di Montarco e di Calvignano (Archivio Vescovile di Piacenza: Visite pastorali). Già prima del Concilio di Trento, la Parrocchia di Canevino era dedicata alla "Beata Vergine Maria Assunta". Nel 1938 l'allora Arciprete Don Antonio Grassi, parroco a Canevino per 53 anni, in seguito al consiglio del Beato Don Luigi Orione, suo compagno di seminario ed intimo amico, portava alla venerazione della gente di Canevino e dei dintorni la Madonna della Guardia "quale materna protettrice dell'intera Val Versa". Accanto alla Chiesa, poco più in basso, si trova I'antica Casaforte medievale ed è significativo che sia stata costruita a guardia del passaggio, dell'antica via di San Colombano. I lavori di restauro delle murature in arenaria hanno fornito preziosa documentazione sull'assetto dei luoghi in epoca medievale. L'edificio nel 1319 ospitava il corpo di guardia delle milizie di Galeazzo Visconti ma appoggia su fondazioni e murature antichissime. La presenza di un luogo sacro e di un'antica terra non sono comunque le uniche testimonianza dell'antico percorso dei pellegrini. A poche centinaia di metri, oltre il bosco, c'è un antico edificio, I'oratorio del Morzone. Sappiamo che ai pellegrini erano destinati luoghi di ospitalità in grado di offrire loro aiuti materiali e spirituali. La posizione degli edifici del Morzone, accanto al guado del torrente Versa, non è casuale e probabilmente era legata alle percorrenze medie di una giornata di cammino e ai luoghi significativi che si incontravano a quell'epoca. Sarebbe interessante ripercorrere l'antica via di San Colombano e si potrebbero ancora "verificare" le tappe fatte dai monaci e dai pellegrini in epoca medievale. Ma questa idea, così come la riscoperta delle antiche processioni medievali, fanno parte delle iniziative che il Comune di Canevino intende avviare in occasione del Grande Giubileo del 2000. Il progetto è denominato "Sulle Orme di San Colombano". Progetto di opere e di iniziative collegate all'antico sentiero di San Colombano da Bobbio a Pavia lungo le vie Francigena e Romea. Valorizzazione della Chiesa sul Monte di Canevino, accoglienza, itinerario devozionale. Queste brevi note storiche vogliono costituire la premessa per una pubblicazione che l'

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